Carta dei Diritti
della persona anziana

 La Regione Lombardia, con DGR 7/7435 del 14/12/2001, contribuisce alla promozione della condizione fisica e sociale degli anziani, attraverso la redazione di una carta dei diritti, pubblicata sul BURL del 02 gennaio 2002.

Si evidenzia la parte dei diritti/doveri: 

la persona anziana

ha il diritto

la società e le istituzioni

hanno il dovere

Di sviluppare e di conservare la propria individualità e libertà.

Di rispettare l’individualità di ogni persona anziana, riconoscendone i bisogni e realizzando gli interventi ad essi adeguati, con  riferimento a tutti i parametri della qualità della vita e non in funzione della sua età anagrafica.

Di conservare e veder rispettate, in osservanza dei principi costituzionali, le proprie credenze, opinioni e sentimenti.

Di rispettare credenze, opinioni e sentimenti delle persone anziane, anche quando dovessero apparire anacronistici o in contrasto con la cultura dominante, impegnandosi a coglierne il significato nel corso della storia della popolazione.

Di conservare le proprio modalità di condotta sociale, se non lesive dei diritti altrui, anche quando dovessero apparire in contrasto con i comportamenti dominanti nel suo ambiente di appartenenza.

Di rispettare le modalità di condotta della persona anziana, compatibili con le regole della convivenza sociale, evitando di correggerle o di deriderle, senza per questo venir meno all’obbligo di aiuto per la sua migliore integrazione nella vita di comunità.

Di conservare la libertà di scegliere dove vivere.

Di rispettare le modalità di libera scelta della persona anziana di continuare a vivere nel proprio domicilio garantendo il sostegno necessario, nonché in caso di assoluta impossibilità, le condizioni di accoglienza che permettano di conservare alcuni aspetti dell’ambiente di vita abbandonato.

Di essere accudita e curata nell’ambiente che meglio garantisce il recupero della funzione lesa.

Di accudire e curare l’anziano fin dove è possibile a domicilio, se questo è l’ambiente che meglio stimola il recupero o il mantenimento della funzione lesa, fornendo ogni prestazione sanitaria e sociale ritenuta praticabile ed opportuna. Resta comunque garantito all’anziano il diritto al ricovero in struttura ospedaliera o riabilitativa per tutto il periodo necessario per la cura e la riabilitazione.

Di vivere con chi desidera.

Di favorire, per quanto possibile, la convivenza della persona anziana con i famigliari, sostenendo opportunamente questi ultimi e stimolando ogni possibilità di integrazione.

Di avere una vita di relazione.

Di evitare nei confronti dell’anziano ogni forma di ghettizzazione, che gli impedisca di interagire liberamente con tutte le fasce di età presenti nella popolazione.

Di essere messa in condizione di esprimere le proprie attitudini personali, la propria originalità e creatività.

Di fornire ad ogni persona di età avanzata la possibilità di conservare e realizzare le proprie attitudini personali, di esprimere la propria emotività e di percepire il proprio valore, anche se soltanto a carattere affettivo.

Di essere salvaguardata da ogni forma di violenza fisica e/o morale.

Di contrastare in ogni ambito della società ogni forma di sopraffazione e prevaricazione a danno degli anziani.

Di essere messa in condizione di godere e conservare la propria dignità e il proprio valore, anche in caso di perdita parziale o totale della propria autonomia ed autosufficienza.

Di operare perché, anche nelle situazioni più compromesse e terminali, siano supportate le capacità residue di ogni persona, realizzando un clima di accettazione, di condivisione e di solidarietà che garantisca il pieno rispetto della dignità umana.

 

Vergiate, settembre 2002