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La storia del Villaggio La vigilia di Natale del 1942, la ruota di un autocarro militare italiano urta “qualcosa” di metallico, tra la neve della steppa russa... Scendono dal mezzo pochi militari ed il loro cappellano, Padre Oreste Cerri, e con fatica la issano sull’autocarro... Inizia così, a migliaia di chilometri di distanza da Vergiate, la storia del Villaggio del Fanciullo, perchè quella campana verrà sistemata anni dopo sulla sommità del Sacrario, ed i suoi rintocchi segneranno la sveglia e il silenzio dei piccoli orfani che Padre Cerri ha raccolto dopo la guerra, garantendo loro una il calore di una famiglia, una comunità dove vivere e crescere, nonché l’istruzione, l’avviamento professionale e l’inserimento nel mondo del lavoro. Pian piano agli orfani del conflitto bellico si sono aggiunti e poi sostituiti minori provenienti da realtà diverse, compreso il Tribunale dei minori; centinaia di bambini hanno trascorso la propria infanzia tra lezioni nella scuola interna, attività nelle officine quanto pulizie delle camerate, giochi nel campo sportivo, crescendo in una comunità che aveva come impostazione basilare il servizio al prossimo.
Negli anni ‘ottanta non vennero più affidati minori a Padre Cerri, che riconvertì uno stabile in Casa Albergo per anziani autosufficienti, poi via via verso i giorni nostri ...
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